Maschera da puppy

La maschera puppy nel mondo BDSM

Maschera. 

Nella mia vita ho indossato moltissime maschere.
Tralasciamo quelle “metaforiche” e quelle indossate quando ero un ragazzino.

Di quelle concrete, da “adulti”, ne ho indossate parecchie, e ne ho collezionata qualcuna. Le conosco, mi sono familiari, non mi spaventano.
Le vivo, persino.

Posso quindi parlare del significato che tutte queste maschere hanno avuto e hanno per me, e sottolineo questo “PER ME”.

Le prime che ho preso sono quelle classiche, le maschere antigas russe, quelle che trovi a pochi euro e con cui ti diverti di più. Poi sono passato (da buon curioso, collezionista e feticista) a maschere più elaborate, più pesanti, con accessori, con forme e chiusure differenti: ho esplorato con loro il mondo del bondage, del breath control o la deprivazione sensoriale.

Poi sono “uscito” dal dungeon, e ho visto delle maschere, sempre di gomma o pelle, con tratti da animali.

E li è iniziato un cambiamento di direzione.

Le prime maschere le ho sempre vissute (su di me o su altri) con due principali obiettivi: la semplice eccitazione sessuale del feticista (sentire, toccare, respirare la gomma, sul viso mio o altrui), e poi l’uso “costrittivo” della maschera stessa.
La maschera si indossa come parte di una sessione di bondage, per essere bloccati nella visione (o nel parlare) e per perdere, nei casi estremi, parte dei propri tratti distintivi con lo scopo di diventare un “oggetto” del gioco, qualcosa con espressività umane ridotte, e quindi più facilmente manipolabile (in senso proprio di “essere maneggiato”).
Per taluni questa è una parte importante della propria sessualità.
La maschera ci aiuta a diventare altro, a “perdere” parte di quei tratti che renderebbero psicologicamente difficile determinati giochi.

Le maschere da sempre hanno avuto questo potere, far perdere a coloro che le indossano la propria umanità, per poter contattare energie e impulsi più primitivi, più istintivi e profondi.

La maschera nel mondo BDSM è uno strumento potente, un segno evidente di appartenenza ad una determinata categoria (oltre che un fetish molto diffuso).

Ma le seconde… quelle maschere animalesche?

A mio parere queste partono proprio da dove le altre si fermano.
Resta l’eccitazione della gomma o pelle, resta la perdita del tratto umano, ma si “acquisisce” un nuovo e diverso aspetto. Si “esprime” in modo attivo quell’energia che la maschera “originale” liberava solo in modo passivo (dando ad altri l’accesso a quella parte di te stesso).

Quando indossiamo una maschera da animale, la indossima perchè vogliano che essa tiri fuori il puppy, il lupo, la volpe, il maiale, il cavallo che abbiamo dentro e ci aiuti a liberare il calderone ribollente di impulsi sessuali primordiali che abbiamo dentro (le energie sessuali e vitali di cui si parlava prima). Queste energie non vengono solamente “attivate” dalla maschera, ma vengono incanalate da essa e portate alla luce e espresse nel mondo.

Quella maschera la indossi non solo per aprire la tua mente e la tua sessualità, ma la porti per far vivere , in essa e nel mondo, quella parte di energia. Fuori dal dungeon, fuori dalla camera, fuori dal sotteraneo.

Il lupo DEVE ululare alla luna. Il cane DEVE abbaiare, mordere, giocare. Il cavallo DEVE correre e tirare…

Con una estrema semplificazione e tenuto conto di queste cose, possiamo dire che le prime maschere “reprimono”, le seconde “esprimono”.

E quelle più recenti? Quelle tutte aperte, di materiali leggeri, facili da mettere, pensate per lunghe giornate di sole, che cosa sono?
Si staccano del tutto dalle altre? Sono un vezzo, una moda (come i risvoltini?).

Non sembrano di materiali adatti ad un feticista, quindi parrebbe che di eccitazione sessuale non se ne parli . Queste maschere non chiudono, non isolano il mondo dentro da quello fuori, non assumono funzione “costrittiva”.

Eppure tutti noi ci eccitiamo quando indossiamo la nostra maschera! La prima volta di sicuro, ma anche poi.
Quanti tra noi non l’hanno indossata mentre venivano usati, o anche legati o mentre legavano e usavano, anche solo per gioco?

E’ semplicemente, a mio parere, un processo di “evoluzione”, senza salti , senza spazi vuoti, e senza una implicazione di valore superiore o inferiore: queste maschere (Wruff Stuff , Zaush Nacolno, etc etc…) sono figlie della generazione di instagram & twitter.  Sono leggere e facili da abbinare ad altre app ops! scusate, ad altre parti di abbigliamento e permettono di portare il proprio muso anche nel mondo delle “Persone normali”. Possono essere inserite nella vita quotidiana senza sconvolgere troppo gli altri e permettono di esprimere le proprie energie in più contesti. 

Maschere di spiriti animali in un mondo digitale.

Dentro la maschera, dietro la maschera e attraverso la maschera possiamo essere chiunque, e possiamo esprimere ogni tipo di energia. Non è la maschera a stabilire cosa viene espresso: essa resta solo un semplice oggetto, fino a che non viene indossata e aiuta ad esprimere l’animale interiore.

Un cucciolo? Un feroce lupo? Un giocoso cane? Un depravato porco col codino riccioluto? Un pelosissimo orsetto furry? Ci sono anche loro, e anche quelle sono maschere di cui però non ho esperienza diretta, voi si?

Guardando la maschera capite di avere di fronte un animale… ma per capire l’animale, dovete avvicinarvi e interagire: non date per scontato che un cucciolo con la maschera di leggero neoprene non sia pronto a saltarvi addosso infoiato.. o che un cane gommoso con una maschera chiusa e pesante non sia li invece solo per ricevere un grattino e una coccola, e poi tonare tranquillo e seduto.

Cercate di conoscere il cane dietro la maschera, e non fermatevi solo al suo aspetto esteriore.

Rispettate la sua maschera, perchè per l’animale è un simbolo, oltre che uno strumento potente, ma ricordatevi che non basta fermarsi alla maschera (ad averla o a conoscerla) l’animale, il cucciolo, il cane, il lupo vengono da dentro, e se dentro non ci sono, non ci sarà maschera abbastanza potente da tirarli fuori.

Se invece ci sono, spesso non sarà nemmeno necessario indossare di nuovo la maschera… essa resta un canale aperto anche se non indossata.

Proprio perchè è un simbolo, oltre che un oggetto

Author: Inky